I martirologi storici

A partire dal II secolo nelle Chiese più importanti, come in quella di Cartagine, di Roma e di Antiochia, si teneva un martirologio aggiornato e compilato con dovizia di particolari. Consisteva in un vero e proprio calendario dove veniva indicato il nome dei Santi e il luogo della loro morte. In seguito le notizie vennero arricchite anche con una descrizione di come era avvenuto il decesso. Il più famoso è quello “gerolomita”, compilato nel VI secolo a Roma e impropriamente attribuito a San Girolamo. Nello stesso periodo si assiste alle Legendae l’usanza tra il clero di leggere, durante la Messa una breve storia della vita del santo di cui si celebrava il dies natalis, che per i cristiani è l’anniversario della morte corporale. Questi racconti in seguito vennero chiamati Passiones. Partendo da una base certa nelle legendae si dava più importanza all’immaginazione che alla storicità. Gli autori non mancavano di dare dettagli sulla crudeltà dei boia e dei magistrati, sulla durezza dei supplizi e sulla serena resistenza che i servi di Dio opponevano ai loro persecutori. Al fine di colpire i fedeli venivano narrati miracoli fantastici e opere straordinarie per suscitare negli uditori spirito di emulazione e ammirazione. L’agiografia è infatti quella parte letteraria che ha per oggetto i santi che hanno praticato le virtù in modo eroico e riconosciute dalla chiesa cattolica o di un’altra chiesa cristiana.

662° Festa di S.Antioco Martire, tra Fede e Devozione

Si rinnova l’atteso appuntamento con “sa Festa Manna” che, come ogni anno, quindici giorni dopo Pasqua, richiama la comunità di Sant’Antioco e della Sardegna tutta a stringersi attorno al Martire S.Antioco, medico e guaritore, Patrono di Sant’Antioco e della Sardegna. Ma anche quest’anno, così come l’anno scorso, le misure di contenimento del virus Covid-19 impongono celebrazioni sobrie, nel rispetto della normativa attualmente in vigore, che ci vede ”confinati” nella cosiddetta “zona rossa”. Dunque niente sfilata della statua del Santo e delle sue reliquie per le vie della città, accompagnati da “traccas”, cavalieri e amazzoni, suonatori di launeddas e gruppi folkoristici provenienti da ogni angolo dell’isola. E non si terranno nemmeno le varie manifestazioni religiose e laiche che annualmente si svolgono in occasione della Festa in onore del Patrono.

Ma nulla impedirà agli antiochensi (e non soltanto) di stringersi in un abbraccio collettivo, in un momento di preghiera corale. Lunedì 19 aprile, infatti, “Festa Manna”, la Santa Messa (ore 18.00) concelebrata dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, Monsignor Giovanni Paolo Zedda, e dal Rettore della Basilica di S.Antioco, Don Mario Riu, verrà trasmessa in diretta TV sulle emittenti Videolina e TCS (previste anche le repliche). Anche quest’anno, inoltre, grazie al supporto di Protezione Civile, Compagnia Barracellare e Associazione Nazionale Carabinieri, a tutte le famiglie di Sant’Antioco verrà recapitato in casa un “coccoi” benedetto, tra i simboli che accompagnano la Festa di S.Antioco, insieme a un pieghevole celebrativo contenente la preghiera per il Santo e alcuni cenni storici di rilievo.

«Per il secondo anno consecutivo – commenta il Sindaco Ignazio locci – la pandemia ci costringe ad onorare il nostro amato Antioco in modo sobrio, senza i fasti e le cerimonie che spettano al Patrono di tutta la Sardegna. Ma è proprio in questo momento di difficoltà che, ancora una volta, animati dalla nostra sconfinata fiducia nei confronti del Santo Martire, dobbiamo rivolgerci a Lui in un abbraccio collettivo che ci unisca in nome della Fede.  Siamo giunti alla 662° Festa di S.Antioco Martire stanchi e fiaccati da un anno di lotta, di sofferenza. Questo non ci impedirà di credere in un futuro prospero, senza la pandemia, senza più restrizioni legate all’emergenza sanitaria. Sono certo, infatti, che presto torneremo a festeggiare Antioco con le celebrazioni che da sempre rendono omaggio allo splendore del nostro venerato Patrono».

L’Assessore al Turismo e allo Spettacolo, Roberta Serrenti, amareggiata per l’impossibilità anche per la 662° edizione di poter onorare come si conviene il Patrono della Sardegna, rimarca l’importanza della scelta di distribuire il pane benedetto e un pieghevole celebrativo: «Avevamo lavorato per allestire un programma di celebrazioni ed eventi degni del Santo, nella speranza che il virus fosse clemente. Invece la “zona rossa” ha purtroppo ridimensionato i nostri progetti. Tuttavia, questo non impedirà alla comunità antiochense di sentirsi vicina al Santo e, nel contempo, di manifestargli la sua vicinanza. La Santa Messa trasmessa in diretta TV, nonché la condivisione del pane benedetto, ci consentiranno di vivere la Festa di S.Antioco, ancora una volta, tra Fede e Devozione».

Skip to content